Gli economisti sono brillanti…e le economiste? Si impegnano molto!

venerdì 14/03/2025

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La minor presenza delle donne nei ruoli accademici di più alto livello è un fenomeno diffuso e persistente, che riguarda tutti i campi di studio, anche quelli con una più marcata presenza femminile nella popolazione studentesca. Nel campo dell'economia, la letteratura ha documentato ampiamente il divario di genere nel mondo accademico (Lundberg 2020, Janys 2022). In Italia la percentuale di donne tra i professori ordinari nelle scienze economico-statistiche è il 26,8%, in linea con la media complessiva del 27% nel mondo accademico. La limitata presenza di donne economiste si estende alle posizioni di leadership nel settore pubblico e privato, in Italia come nel resto d’Europa.

Gli squilibri si manifestano già all'inizio della carriera e si amplificano man mano che si progredisce nella carriera (“leaky pipeline”). Secondo alcuni studi (Bayer e Rouse 2016) la sottorappresentazione delle donne non solo influisce negativamente sull'uguaglianza di genere nella professione, ma limita anche la ricchezza e l'ampiezza degli argomenti di studio e ricerca e delle conseguenti scelte di policy.

L'influenza delle lettere di referenze sui risultati di carriera

Il primo snodo cruciale nella carriera degli economisti nel mondo accademico e della ricerca è il passaggio dal dottorato al mercato del lavoro. Questo passaggio si articola tramite il cosiddetto “job market”, un sistema di “fiera dei talenti” internazionale in cui si incontrano ricercatori e datori di lavoro. Un ruolo fondamentale sul job market è svolto dalle lettere di referenze che gli economisti più senior, tipicamente i professori del dottorato, scrivono per i candidati. Il recente lavoro di ricerca di Audinga Baltrunaite e Lucia Rizzica di Banca d’Italia con Alessandra Casarico dell’Università Bocconi analizza il contenuto delle lettere di referenze per individuare eventuali differenze di genere nel linguaggio utilizzato e valutare come queste influenzino i percorsi di carriera di dottorandi e dottorande.

Per condurre l'analisi, è stato creato un dataset che comprende dieci coorti di candidati al mercato del lavoro accademico, con circa 8.000 candidature e 25.000 lettere di referenze. Nei nostri dati, meno di un terzo delle candidature proviene da donne e solo il 15 per cento delle lettere sono scritte da sponsor donne. Queste quote sono rimaste costanti nei dieci anni considerati.

L'analisi testuale rivela che le donne sono descritte con termini che enfatizzano il loro impegno e il loro essere diligenti ("grindstone"), mentre gli uomini sono più spesso descritti in termini di eccezionalità ("standout"). Queste differenze rimangono significative anche controllando per variabili come l'istituzione di provenienza e l'ambito di ricerca. Collegando poi il contenuto delle lettere agli outcome di carriera dei candidati, osserviamo che l'uso di termini "grindstone" è associato a un minor successo accademico, mentre termini "standout" sono correlati a posizioni lavorative di maggiore prestigio, sia nel breve che nel medio termine. Inoltre, le donne ottengono sistematicamente meno credito dall’essere descritte come brillanti e sono più svantaggiate dall’essere definite diligenti.

Le differenze nella descrizione dei candidati suggeriscono la presenza di stereotipi di genere (impliciti) nei supervisor, che tendono a enfatizzare caratteristiche diverse a seconda del genere del candidato: un buon candidato è brillante e una buona candidata…si impegna molto! La nostra analisi rivela inoltre che le lettere scritte da uomini e, in particolare, da quelli più senior, sono quelle in cui le differenze di genere nella descrizione dei candidati sono più marcate.

In conclusione, il lavoro rivela la presenza di forti e sistematici stereotipi di genere all’interno del mondo dell’economia, stereotipi che portano a una posizione di svantaggio per le donne già nei primissimi passi della carriera. Questo svantaggio si consolida e amplia man mano che si progredisce nella carriera, perpetuando il soffitto di cristallo e limitando la diversity all’interno della professione.

Quali rimedi?

Le nostre evidenze mettono in luce un potenziale difetto strutturale nel processo del mercato del lavoro accademico impiegato nel contesto internazionale nel mondo della ricerca economica. Dato l’uso estensivo delle lettere di referenze e i limiti qui evidenziati, le candidate si trovano in una posizione più debole per competere. Le conseguenze negative in termini di progressione di carriera sono particolarmente rilevanti in contesti come la professione economica, caratterizzata da una forte prevalenza maschile, soprattutto nei ranghi più elevati. Campagne di sensibilizzazione, linee guida sul linguaggio da utilizzare nelle lettere di raccomandazione e l'uso di specifiche aree di commento invece che testi aperti sono alcuni esempi di potenziali aree di cambiamento al fine di garantire una professione più inclusiva.

 Lucia Rizzica 

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