ADBI - Associazione delle Donne della Banca d'Italia www.adbi-online.it http://www.adbi-online.it/ Ciao Alessandra!http://www.adbi-online.it//newseventi/2017/10/ciao,-alessandra!.aspx<div><span style="font-family: Calibri,sans-serif; font-size: small;"><span><span style="color: #1f497d;">Ricorderemo sempre il tuo bellissimo sorriso e il  tuo sguardo profondo. </span></span></span></div> <div><span style="font-family: Calibri,sans-serif; font-size: small;"><span><span style="color: #1f497d;">Le tue amiche di ADBI - </span><span style="color: #1f497d;">Ottobre 2017</span></span></span></div> <div></div> <div><span style="font-family: Calibri,sans-serif; font-size: small;"><span><span style="color: #1f497d;">Alessandra Meneguolo – Sede di Milano </span></span></span></div> <div><span style="font-family: Calibri,sans-serif; font-size: small;"><span> </span></span></div>ADBIhttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/10/ciao,-alessandra!.aspx2017-10-23T00:00:00Donne e ICT: un grande potenziale economico da raccontarehttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/10/donne-e-ict-un-grande-potenziale-economico-da-raccontare.aspx<p><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;"><strong>Informare e parlare di donne nel settore ICT sembra essere ancora un terreno fertile per gli stereotipi di genere</strong>.</span><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;"> Solo il 30% dei 7 milioni di persone impiegate </span><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;"> </span><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">nel mondo ICT è, infatti, rappresentato da donne e <strong>la </strong></span><strong><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">percentuale di donne nelle posizioni di vertice è davvero esigua</span></strong><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;"> Questo dato però è in netto contrasto con i dati aggiornati del settore ICT: ogni anno si aprono più di 120 000 nuove posizioni di lavoro. Un’informazione corretta contribuirebbe in modo positivo alla crescita occupazionale delle donne nel settore, favorendo l’economia in generale: uno studio condotto dall’Unione Europea nel 2013, infatti, afferma che </span><strong><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">in seguito </span><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">ad un maggiore ingresso delle donne nel settore ICT il PIL europeo annualmente beneficerebbe di circa 9 miliardi in più.</span></strong></p> <p><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">Uno dei</span><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;"><strong> tasselli indispensabili</strong> </span><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">per raggiugere questo traguardo </span><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">è</span><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;"><strong> l’informazione corretta</strong> </span><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">e</span><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;"><strong> l’abbattimento dei pregiudizi di genere.</strong> </span></p> <p><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;"><strong>Presentare profili ICT come più “adatti agli uomini” è fuorviante. Un cambio di passo occorre soprattutto nell’informazione a causa del numero esiguo di donne laureate (oggi solo 29 su 100 donne laureate hanno una laurea correlata</strong> </span><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;"> </span><strong><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">e di queste solo 4 sono impiegate </span><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;"> </span></strong><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;"><strong>nel settore</strong>). </span><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;"> </span><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">Uno dei pilastri del Mercato Unico </span><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;"> </span><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">Digitale è la e-society dove le persone possono gestire le proprie vite online con buone infrastrutture e buone abilità. Per incentivare le donne nel settore Tech occorre supportale in tre ambiti: istruzione, imprenditorialità, ricerca e innovazione.</span><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;"><strong> L’informazione corretta sul mondo ICT</strong> <strong>deve </strong></span><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">dunque, non rappresentare un fattore demotivante per le donne, ma</span><strong><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;"> stimolare il loro percorso in un settore che necessita di figure specializzate, a prescindere dal sesso.</span></strong></p> <p><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">Fonti: </span></p> <p><a href="https://ec.europa.eu/digital-single-market/women-ict"><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">Women in digital </span></a></p> <p> </p> <p><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;"> </span></p>ADBIhttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/10/donne-e-ict-un-grande-potenziale-economico-da-raccontare.aspx2017-10-23T00:00:00L’uguaglianza è progresso e la disparità di genere è un ostacolohttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/10/l’uguaglianza-è-progresso-e-la-disparità-di-genere-è-un-ostacolo.aspx<p><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">Si è tenuto Venerdì 29 Settembre, presso il Cinema Apollo a Ferrara, l’incontro del Festival di Internazionale, condotto da Catherine Andrè, vicedirettrice di VoxEurop e collaboratrice di Alternatives Economiques. Cinque personalità femminili affermate hanno presentato </span><strong><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">la situazione attuale sulla disparità di genere e gli effetti positivi della sua riduzione sull’andamento dell’economia</span><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">. </span><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">All’incontro hanno partecipato Linda Laura Sabbadini, statistica sociale in collegamento da Roma, Chiara Saraceno, sociologa e scrittrice e Giulia Zacchia, della Commissione di Genere della Società italiana degli economisti, sotto la moderazione di Roberta Carlino, di Internazionale</span><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">.</span></strong></p> <p><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">La disparità di genere è misurata ogni anno dal World Economic Forum, perché si è consapevoli di quanto</span><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;"><strong> la parità tra i sessi</strong> </span><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">sia</span><strong><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;"> sinonimo di maggiore competitività e prosperità dal punto di vista economico, oltre che sociale</span></strong><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;"><strong>.</strong> Nell’ultimo periodo c’è stata una riduzione del gap che si deve però collegare al crollo dell’occupazione maschile, ha affermato Linda Laura Sabbadini. La statistica ha poi continuato affermando come il Gender Pay Gap debba essere aggiornato anche con i rapporti economici tra le donne e nel divario tra Nord e Sud. </span></p> <p><strong><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">L’uguaglianza e la parità sono considerate elementi indispensabili per il progresso non solo da un punto di vista sociale ma anche economico</span></strong><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;"><strong>:</strong> Giulia Zacchia, riportando lo studio condotto dall’European Institute Geneder Equality (EIGE) ha affermato come </span><strong><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">la crescita economica femminile possa generare un aumento del 10% del PIL pro-capite entro il 2050</span></strong><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;"><strong>.</strong> Zacchia ha continuato citando l’eccellenza svedese: un modello di welfare che prevede la condivisione nel lavoro domestico non retribuito tra i generi. Dal 1995 la percentuale di donne impiegate in un lavoro full time è aumentato, portando come conseguenza il coinvolgimento dell’uomo nella vita familiare. </span><strong><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">Secondo il Gender Equality Index 2017 l’Italia sta facendo dei passi avanti ma con un “ritmo da lumaca”</span></strong><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">, solo un uomo su tre si dedica ai lavori casalinghi cosa che invece non avviene nel modello nordico appena citato. </span></p> <p><strong><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">La parità di genere diventa dunque una sfida da vincere e un bisogno della società da soddisfare per combattere la crisi economica e diminuire il tasso di violenza sulle donne</span></strong><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;"><strong>che secondo la sociologa Chiara Saraceno aumenta in condizione di disparità di genere.</strong> </span></p> <p><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">Fonte: <a href="http://eige.europa.eu/news-and-events/news/gender-equality-index-2017-progress-snails-pace">Gender Equality Index 2017</a></span><a href="http://eige.europa.eu/news-and-events/news/gender-equality-index-2017-progress-snails-pace"></a></p>ADBIhttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/10/l’uguaglianza-è-progresso-e-la-disparità-di-genere-è-un-ostacolo.aspx2017-10-18T00:00:00Consiglio Direttivo del 13 Ottobre 2017http://www.adbi-online.it//area-riservata/verbali-cd/2017/10/consiglio-direttivo-del-13-ottobre-2017.aspx<p>Presenti: Bucalossi, Giglio, Giuliani, Nuccetelli, Passaniti, Rampazzi e Appignanesi. </p> <p style="text-align: center;"><strong>Ordine del giorno:</strong></p> <ol> <li>Resoconto dell’incontro di ADBI con la Responsabile della Funzione Diversity e iniziative conseguenti</li> <li>Iniziative per decennale presso la rete periferica</li> <li>Questionario per le socie</li> <li>Allargamento base sociale</li> <li>Consolidamento base economica</li> <li>Proposta convegno congiunto con ADGI sulla prevenzione della violenza di genere</li> </ol>ADBIhttp://www.adbi-online.it//area-riservata/verbali-cd/2017/10/consiglio-direttivo-del-13-ottobre-2017.aspx2017-10-18T00:00:00Manifesto di Venezia: un’informazione corretta per combattere la violenza di generehttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/10/manifesto-venezia-informazione-corretta-per-combattere-violenza-di-genere.aspx<p>Sarà presentato il 25 novembre, in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, il “Manifesto di Venezia”, secondo il quale, la corretta informazione è un’arma efficace per prevenire e contrastare la violenza.</p> <p>Secondo la Convenzione di Istanbul <strong>la violenza di genere è una violazione dei diritti umani</strong> tra le più diffuse al mondo <strong>e come tale deve essere contrastata</strong>, anche con l’informazione. La Commissione per pari opportunità della <strong>Fnsi</strong>, a questo proposito, insieme alla <strong>Cpo Usigrai</strong>, <strong>GIULia Giornaliste</strong>, su proposta del <strong>Sindacato Giornalisti Veneto</strong>, ha varato il <strong><a href="http://www.fnsi.it/varato-il-manifesto-di-venezia-per-una-corretta-informazione-contro-la-violenza-sulle-donne" title="Manifesto di Venezia per una corretta informazione contro la violenza sulle donne">Manifesto</a> </strong>nel quale giornaliste e giornalisti affermano <strong>“ci impegniamo per una informazione attenta, corretta e consapevole del fenomeno della violenza di genere e delle sue implicazioni culturali, sociali e giuridiche”</strong>. L’idea nasce dunque dalla consapevolezza che la realtà deve essere rappresentata senza pregiudizi e stereotipi per generare un aumento della conoscenza, elemento indispensabile per il cambiamento profondo della società e del suo modo di pensare. Bisogna riequilibrare quei rapporti così “sbilanciati” tra i sessi, perché l’uguaglianza è un passo importante nella lotta contro la violenza.</p> <p><strong>L’art.17 della Convenzione di Istanbul</strong> afferma l’importanza dell’elemento culturale nella prevenzione. Seguendo questa linea, l’informazione non deve trasmettere descrizioni morbose che violano le norme deontologiche, cadendo in un sensazionalismo fine a se stesso e all’aumento dello share. <strong>Quello della violenza sulle donne è un argomento che non deve essere usato per fini “commerciali”, ma per denunciare e informare con lo scopo di prevenire e proteggere. Il linguaggio appropriato e declinato al femminile per i ruoli ricoperti dalle donne, la messa in luce di tutti i casi di violenza, anche quelli lasciati in penombra</strong>, come nei confronti di prostitute e transessuali, la <strong>par condicio di genere nei talk show sono solo alcuni dei punti ritenuti prioritari dal manifesto</strong>.</p> <p><strong>I firmatari s’impegnano al raggiungimento di una reale parità tra i sessi</strong>, anche su carta, dicendo no alla distinzione tra violenze di serie A e quelle di serie B. L’<strong>obiettivo è quello di evitare che la cronaca si trasformi in abuso</strong>. <strong>Ai lettori</strong>, infatti, <strong>si deve trasmettere un’informazione senza vizi, che non sia propaganda di pregiudizi</strong>, ma descrizione reale dell’accaduto. Nei racconti di cronaca non dovranno mancare le storie positive, indispensabili per dare forza e per <strong>esortare le donne a denunciare un problema che può e deve essere risolto</strong>. Ai firmatari del Manifesto potranno aggiungersi le giornaliste e i giornalisti che credono nell’iniziativa: è stata infatti lanciata una campagna di sensibilizzazione e raccolta di firme. <br /><br />Per aderire basta inviare una mail a <a href="mailto:cpo.fnsi@gmail.com" title="mail to: cpo.fnsi@gmail.com">cpo.fnsi@gmail.com</a>.</p>ADBIhttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/10/manifesto-venezia-informazione-corretta-per-combattere-violenza-di-genere.aspx2017-10-16T00:00:00Incontro con Anna Maria Pia Fredellahttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/10/incontro-con-anna-maria-pia-fredella.aspx<p><strong>Il 3 ottobre abbiamo incontrato Anna Fredella </strong>che da giugno scorso ricopre l’incarico di <strong>Gestore delle diversità in Banca</strong>.</p> <p>È stato un incontro molto cordiale in cui abbiamo <strong>condiviso le attività svolte finora da ADBI</strong> e discusso sulle <strong>possibili iniziative future</strong> da avviare in collaborazione.</p> <p>Abbiamo presentato l’ADBI ed i suoi obiettivi e illustrato le numerose <strong>azioni intraprese dal Libro Bianco del 2010</strong> fino alle <strong>attività svolte nell’ultimo anno</strong>: l’analisi sul linguaggio di genere utilizzato nelle vacancy, i seminari su argomenti specifici (la <a href="/newseventi/2017/03/8-marzo-sciopero-globale-delle-donne.aspx" title="8 marzo sciopero globale delle donne">violenza sulle donne</a>, le <a href="/newseventi/2017/03/il-linguaggio-non-e-neutro-e-fa-la-differenza.aspx" title="Il linguaggio non e neutro e fa la differenza">linee guida approvate dal MAE sul linguaggio di genere</a>, l’<a href="/newseventi/2017/09/talenti-delle-donne-tassarotti.aspx" title="Talenti delle donne - tassarotti">incontro con la coach Tassarotti</a>), il prossimo avvio del programma di cross-mentoring, nonché i <strong>rapporti con le analoghe associazioni di altre istituzioni (CONSOB, MAE), aziende (Telecom), professioni (PWN, ADGI)</strong> e <strong>con quelle istituzionali (Presidenza del Consiglio) o con altri soggetti (Pari o dispare, Valore D).</strong></p> <p>Con molta disponibilità, la<strong> dr.a Fredella ha presentato le diverse iniziative avviate dalla Banca</strong> <strong>per rimuovere gli ostacoli fisici e culturali</strong> che possono impedire il corretto sviluppo dei dipendenti e <strong>realizzare una politica aziendale inclusiva</strong> che non disperda il patrimonio di risorse umane. <br /><br />In particolare, Anna Fredella si è soffermata su: la neo costituita <strong>task force all’interno del Servizio RIU</strong> nel cui team di lavoro sono rappresentate tutte le competenze che fanno capo alle diverse leve gestionali per <strong>elaborare una strategia di inclusione</strong>; le prossime iniziative formative per la compagine più anziana, oltre che per i nuovi arrivati; il <strong>programma di disponibilità all’ascolto di tutti i dipendenti</strong> <strong>che vivono situazioni di disagio</strong> connesse a eventuali <strong>discriminazioni di genere, di orientamento sessuale, di disabilità fisiche</strong>, etc., anche attraverso l’utilizzo del social network aziendale Yammer.</p> <p>Abbiamo pertanto illustrato le <strong>iniziative che stiamo preparando per festeggiare il nostro decennale (a Roma, Milano, Napoli)</strong>, l’attenzione che stiamo riponendo nell’allargamento della nostra base sociale convinte che la partecipazione sempre più numerosa in termini di risorse e di rappresentatività possa contribuire a creare le condizioni per una maggiore presenza delle donne anche nei gradi apicali. Abbiamo sottolineato l’<strong>importanza del cambiamento culturale e del contributo che ADBI può dare</strong> per rendere le nuove generazioni di colleghe più consapevoli della necessità di un <strong>percorso lavorativo meno impervio per le donne</strong>.  Abbiamo inoltre manifestato l’intenzione di definire un <strong>“decalogo” delle condotte inclusive</strong>.</p> <p>Infine, abbiamo rappresentato le nostre <strong>preoccupazioni circa i nuovi istituti introdotti con la recente riforma delle carriere</strong>. In particolare, gli effetti degli incarichi sulla retribuzione e le modalità di valutazione delle caratteristiche per la ricerca di posizioni manageriali da coprire tramite vacancy comportano che <strong>le donne, già oggi meno rappresentate in Banca in numero e nelle posizioni manageriali, possano in prospettiva accedere sempre meno a posizioni di vertice</strong>. A questo riguardo, Anna Fredella si è dichiarata disponibile a mettere a disposizione le informazioni statistiche di cui dispone il Servizio RIU per analizzare i fenomeni che le verranno rappresentati.</p> <p>Con l’auspicio di una leale e fattiva collaborazione che si potrà sviluppare in futuro tra noi, ci siamo lasciate con l’impegno di incontrarci con regolarità.</p>ADBIhttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/10/incontro-con-anna-maria-pia-fredella.aspx2017-10-13T00:00:00“Si può fare". Il messaggio di Silvia Tassarottihttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/10/si-puo-fare-il-messaggio-di-silvia-tassarotti.aspx<p><strong>Le attività per</strong><strong> il </strong><strong>decennale dell’ADBI proseguono</strong>. Il <strong>27 settembre</strong> ADBI ha invitato la coach <strong>Silvia Tassarotti</strong>, che ha presentato il suo ultimo<strong> <a href="/newseventi/2017/09/talenti-delle-donne-tassarotti.aspx" title="Talenti delle donne - tassarotti">libro “I talenti delle donne”.</a></strong></p> <p class="yiv4395022415msonormal"><strong>“Si può fare”</strong>: questo è il <strong>messaggio che l’autrice ha rivolto alla platea</strong> (50 persone in sala e oltre una ventina collegate in remoto, dal CDM e dalle postazioni di lavoro). Nella presentazione sono stati ripresi i contenuti del libro: un <strong>manuale di auto analisi per le donne</strong> che, per essere protagoniste consapevoli del loro percorso lavorativo, devono acquisire coscienza dei propri punti di forza e dei propri punti di debolezza.</p> <p class="yiv4395022415msonormal">Silvia Tassarotti <strong>invita le donne a impegnarsi per promuovere la parità sul lavoro</strong>, per lavorare in modo diverso, per valorizzare il proprio personalissimo contributo di lavoro e di talento.</p> <p class="yiv4395022415msonormal">L’economia ha bisogno di questo contributo, ma non è, ci ricorda, una questione solamente economica – <strong>i destini del mondo dipendono dalla nostra capacità di ribaltare le pericolose logiche di sfida e contrapposizione</strong> che dominano lo scenario internazionale.</p> <p class="yiv4395022415msonormal">A fronte di questi pericoli, <strong>il libro è un prontuario basato sull’esperienza dell’autrice come coach,</strong> nel quale si riportano alcune situazioni lavorative e si propongono le strategie migliori per affrontarle, esortando, in particolare con gli esercizi proposti, a sviluppare un comportamento assertivo e a prendere consapevolezza del proprio valore.</p> <p class="yiv4395022415msonormal"><a href="/area-riservata/documenti-riservati/2017/10/women-talents-presentazione-silvia-tassarotti.aspx" title="Women Talents - Silvia Tassarotti"><strong>Il libro non pretende di offrire una soluzione rapida</strong></a> ai problemi che le donne ancora incontrano nel mondo del lavoro, ma elenca alcuni fronti su cui ognuna può fare grandi progressi. Un esempio?<strong> Porre un limite a comportamenti che portano le donne a farsi carico di tutti i problemi</strong>, quello che Silvia Tassarotti definisce “<strong>sindrome di Wendy</strong>”, che cerca in ogni modo di salvare Peter Pan, che non vuole essere salvato.</p> <p><img width="200" height="267" src="/media/253945/silvia_tassarotti_200x267.jpg" alt="Silvia Tassarotti" style="float: right;"/></p> <p class="yiv4395022415msonormal">Un altro esempio: <strong>coltivare le relazioni,</strong> <strong>sviluppare un network strategico di relazioni virtuose</strong>, su cui fare affidamento, per consigli, sostegno, assistenza pratica – <strong>imparare a chiedere, oltre che a dare</strong>. Anche per questo, Silvia Tassarotti è tra le fondatrici del settore romano di <a href="https://www.pwnglobal.net" title="Professional Women Network - PWN"></a><strong><a href="https://www.pwnglobal.net/events/499-pwn-rome-women-s-talents.html" title="PWN Rome Evento Women's Talent">PWN (Professional Women Network).</a></strong></p> <p class="yiv4395022415msonormal"><span>In sintesi, l’analisi di Silvia Tassarotti tende a <strong>instillare fiducia in ogni donna facendo perno sulle sue potenzialità</strong>, ben sapendo che occorre intraprendere un cammino lungo per individuare una sintesi tra le diverse anime – anche talvolta in conflitto – che ciascuna ha in sé. </span></p> <p><strong><br /><br /></strong></p>ADBIhttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/10/si-puo-fare-il-messaggio-di-silvia-tassarotti.aspx2017-10-10T00:00:00Women's Talents - Silvia Tassarotti http://www.adbi-online.it//area-riservata/documenti-riservati/2017/10/women-talents-presentazione-silvia-tassarotti.aspx<p><strong>Il 27 settembre</strong> ADBI ha invitato la coach <strong>Silvia Tassarotti</strong>, che<strong> ha presentato il suo ultimo libro “I talenti delle donne”. </strong></p> <p><strong>il libro è un prontuario basato sull’esperienza dell’autrice come coach,</strong> nel quale si riportano alcune situazioni lavorative e si propongono le strategie migliori per affrontarle, esortando, in particolare con gli esercizi proposti, a sviluppare un comportamento assertivo e a prendere consapevolezza del proprio valore.</p> <p>Ecco la presentazione cha ha accompagnato e il suo intervento.</p>ADBIhttp://www.adbi-online.it//area-riservata/documenti-riservati/2017/10/women-talents-presentazione-silvia-tassarotti.aspx2017-10-10T00:00:00Lavoro o famiglia? L'Italia penultima in classifica fra i paesi UE28http://www.adbi-online.it//newseventi/2017/10/lavoro-o-famiglia-italia-penultima-in-classifica-fra-i-paesi-ue28.aspx<p>Nel mercato del lavoro le donne italiane arretrano. A dirlo è l’analisi della <strong><a href="http://www.istat.it/it/files/2017/10/CS_Occupati_e_disoccupati_AGOSTO_2017.pdf?title=Occupati+e+disoccupati+(mensili)+-+02%2Fott%2F2017+-+Testo+integrale+e+nota+metodologica.pdf">situazione occupazionale in Italia pubblicata dall’Istat</a></strong> il 2 ottobre scorso.</p> <p>Se da una parte le donne fanno registrare un <strong>aumento del numero totale di occupati</strong> (+ 0,5% ad agosto 2017), dall’altra si contano <strong>27.000 domande di licenziamento</strong> <strong>presentate dalle donne nel 2016</strong>, il 40% di queste <strong>motivate dalla difficoltà di conciliare il lavoro con la vita familiare.</strong> Un dato che fa slittare l’Italia alla penultima posizione nella <strong><a href="http://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php/Employment_statistics/it">graduatoria dei paesi UE28</a> </strong>per quota di donne occupate con un <strong>divario di 13,2 punti</strong> rispetto alla media europea.</p> <p>Motivazioni particolarmente sentite dalle donne nelle fasce d’età 26-35 anni e 36-45. Le cause principali sono la <strong>carenza di istituti di supporto alle famiglie</strong> – quali nidi, asili, luoghi ricreativi – e il sacrificio economico troppo alto per sopperirvi, aggravato spesso dall’impossibilità di ottenere orari di lavoro conciliabili con i doveri familiari.</p> <p>Dai dati Istat di agosto 2017 emerge che la percentuale di donne che continua a lavorare varia molto: tra le donne che vivono da sole l'81,1% rimane occupata, il 70,8% delle donne in coppia ma senza figli mantiene il proprio lavoro, mentre solo il 56,4% delle madri prosegue la carriera.</p> <p>Il divario aumenta se si analizza il dato a livello territoriale, dove rimangono <strong>profonde differenze tra Nord e Sud</strong> spesso determinate dal<strong> livello di istruzione, l’unico fattore realmente decisivo</strong> a garantire la ripresa dell’attività lavorativa dopo la nascita dei figli. L’elevato titolo di studio sembra infatti rappresentare un incentivo a proseguire la propria carriera indipendentemente dal ruolo in famiglia e dal livello di assistenza disponibile, parentale o istituzionale.</p> <p>Tuttavia, anche i risultati del <strong><a href="http://www.oecd.org/edu/skills-beyond-school/EAG2017CN-Italy-Italian.pdf">livello di istruzione in Italia</a> </strong>sono preoccupanti per quanto riguarda il divario di genere: oltre a registrare un numero di laureati molto inferiore rispetto agli altri paesi (non solo Europei), in Italia <strong>le lauree nei settori scientifici sono quasi esclusivamente conseguite da uomini</strong>, escludendo così la maggior parte delle donne dai settori trainanti dell’economia attuale (ICT, Ingegneria, Industria manifatturiera, Costruzioni).</p> <p>L’intervento dell’UE sembra più che mai indispensabile. Lo scorso luglio Estonia, Bulgaria e Austria, Paesi di turno alla Presidenza del Consiglio dell’UE, hanno presentato un <strong>programma a tutela della parità di genere</strong> contenente sia le priorità e le azioni da perseguire, sia le iniziative concrete che verranno portate avanti in quest’ambito.</p> <p>La direzione del programma <strong><a href="https://www.eu2017.ee/sites/default/files/inline-files/EU2017EE%20Trio%20Presidency%20Declaration%20on%20Equality%20Between%20Women%20and%20Men.pdf">Trio Presidency Declaration On Equality Between Women And Men</a></strong> è affidato all’High-level group on gender mainstreaming, un gruppo informale composto dai responsabili per il gender mainstreaming e presieduto dalla Commissione Europea, riunito due volte l’anno.</p> <p>Tra i focus del programma vi è la <strong>battaglia contro gli stereotipi di genere</strong>, ancora causa principale della segregazione di genere nell’educazione come nel lavoro, nella leadership politica ed economica.</p> <p> </p> <p>Fonti: Istat, OECD, IPSOA, European Parliament</p> <div> <div> <p> </p> </div> </div>ADBIhttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/10/lavoro-o-famiglia-italia-penultima-in-classifica-fra-i-paesi-ue28.aspx2017-10-09T00:00:00La Banca accoglie la proposta di ADBI sul linguaggio di genere http://www.adbi-online.it//newseventi/2017/10/la-banca-accoglie-la-proposta-di-adbi-sul-linguaggio-di-genere.aspx<p><strong>Buone notizie! – ADBI</strong> raccoglie un altro successo in favore del benessere organizzativo e della cultura aziendale, vedendo accolta la propria proposta di <strong>adottare un linguaggio inclusivo e motivante nella comunicazione interna ed esterna della Banca.</strong></p> <p>Nell’ambito delle <a href="http://www.adbi-online.it/newseventi/2017/03/il-linguaggio-non-e-neutro-e-fa-la-differenza.aspx">attività intraprese sui temi del linguaggio</a>, in settembre <a href="file:///C:/Users/l.demartino/AppData/Local/Microsoft/Windows/INetCache/Content.Outlook/XNDJEWM1/Link%20to%20news%20Proposta%20Linguaggio">l’Associazione ha sollecitato la Banca</a> ad adottare opportune indicazioni in materia di linguaggio di genere in linea con le buone <a href="http://www.funzionepubblica.gov.it/normativa-e-documentazione/dossier/pari-opportunita-nella-pa">prassi grammaticali già adottate da altre amministrazioni o in via di adozione</a>. In particolare l’invito riguarda la declinazione del genere nelle qualifiche professionali dei percorsi di carriera e nelle posizioni organizzative rivestite dalle donne.</p> <p>Rispondendo alla sollecitazione, la responsabile della <strong>Funzione Diversity, Anna Fredella,</strong> ha illustrato le attività avviate dalla Banca in questo campo che comprendono gli indirizzi da dare ai comportamenti organizzativi, anche attraverso la formazione comportamentale e manageriale, e l’adozione di una <strong>comunicazione neutrale sotto il profilo del genere.</strong></p> <p>Per quanto riguarda la redazione dei testi normativi, <strong>la Banca ha considerato</strong> – anche sotto il profilo dei costi di attuazione - alcune<strong> linee di condotta alternative:</strong><br /><br /></p> <p>•  <strong>Far emergere il genere mancante nel testo</strong> (soluzione che, però, avrebbe appesantito i testi ponendosi in contraddizione con l’obiettivo della semplificazione);</p> <p>•  <strong>Oscurare i generi,</strong> utilizzando perifrasi che ne escludano il riferimento (tecnica efficace se adottata in fase iniziale di scrittura di un testo, ma costosa in fase successiva);</p> <p>•  <strong>Adottare il “maschile inclusivo”</strong> inserendo sul frontespizio del provvedimento normativo una frase tipo: …i termini relativi a persone che compaiono solo al maschile si riferiscono indistintamente a generi femminile e maschile. Formulazioni più rispettose dell’identità di genere non sono state adottate solo per non compromettere la fruibilità del testo”. </p> <p>Secondo quanto comunicato dalla<strong> Funzione Diversity</strong>, tali<strong> linee di condotta sono già state utilizzate in via sperimentale</strong> e nel prossimo futuro verranno date indicazioni all’interno della Banca affinché se ne tenga conto nei testi normativi.</p> <p>Riguardo alla nostra sollecitazione ad impiegare il genere femminile nel declinare ruoli e funzioni, la Funzione Diversity ha sottolineato che<strong> con la Riforma delle carriere e la redazione del Regolamento del Personale</strong> si è scelto di <strong>mantenere al maschile la denominazione dei nuovi segmenti professionali</strong> nel presupposto che i segmenti, in quanto tali, non sono né uomini né donne. Tuttavia, nei provvedimenti e nelle comunicazioni, il <strong>Servizio RIU</strong> si è assunto l’impegno a <strong>usare la denominazione declinata secondo il genere</strong>, tanto per i vecchi gradi che per i nuovi segmenti. Inoltre, nei prossimi mesi <strong>partirà un’iniziativa sulla “scrittura professionale”</strong> nel cui ambito saranno individuate delle linee di indirizzo adottabili da tutti nella redazione di documenti.</p> <p>Le iniziative anticipate sembrano un <strong>segnale di consapevolezza, dei passi importanti verso l’inclusione, il riconoscimento professionale delle donne e la valorizzazione del loro contributo in Banca.</strong></p> <p><strong>ADBI conferma il suo impegno</strong> nella convinzione che un’azione sinergica assicuri maggiori possibilità di successo per il raggiungimento dell’obiettivo di <strong>valorizzare il ruolo delle colleghe all’interno della Banca.</strong></p>ADBIhttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/10/la-banca-accoglie-la-proposta-di-adbi-sul-linguaggio-di-genere.aspx2017-10-04T00:00:00“Insegnate il coraggio alle bambine, non la perfezione” – Reshma Sujani a TEDhttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/10/insegnate-il-coraggio-alle-bambine-non-la-perfezione.aspx<div style="max-width: 854px;"> <div style="position: relative; height: 0; padding-bottom: 56.25%;"><iframe src="https://embed.ted.com/talks/reshma_saujani_teach_girls_bravery_not_perfection" width="854" height="480" style="position: absolute; left: 0; top: 0; width: 100%; height: 100%;" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen=""></iframe></div> </div> <p>“<strong>Si educano le figlie ad essere perfette, mentre i figli maschi ad essere coraggiosi</strong>”,  <strong>Reshma Saujani nel suo talk TED2016</strong> denuncia questo <strong>bias culturale.</strong></p> <p>La <strong>fondatrice di Girls Who Code (GWC),</strong> società no-profit che si impegna nella formazione delle giovani donne per avviarle al mondo del coding e della tecnologia in generale, sottolinea le <strong>differenze dei modelli educativi</strong> diversi <strong>per i giovani uomini</strong> rispetto a quelli per le giovani donne. E questo <strong>crea un imprinting che condiziona tutto lo sviluppo esistenziale successivo.</strong></p> <p>L’obiettivo di Reshma Saujani con la sua GWC è appassionare le ragazze ai linguaggi di programmazione e metterle in grado di procedere per tentativi, valorizzando la parte valida delle soluzioni, insegnando loro a correre dei rischi, perché solo con queste attitudini si riesce a progredire.</p> <p>Il proposito è quello di convincere ogni giovane donna del pianeta a <strong>sentirsi a proprio agio con l’imperfezione.</strong> <strong>Ad essere coraggiose. A contribuire attivamente al progresso senza l’ossessione della perfezione, valorizzando il contributo che ognuno può dare a parte del percorso del progresso.</strong></p> <p><strong> </strong></p> <p><em>Fonte: <a href="http://www.ted.com">www.ted.com</a></em></p>ADBIhttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/10/insegnate-il-coraggio-alle-bambine-non-la-perfezione.aspx2017-10-02T00:00:00“Impara, Risparmia, Guadagna”. Educazione Finanziaria per le donne a Roma http://www.adbi-online.it//newseventi/2017/10/impara-risparmia-guadagna-educazione-finanziaria-per-le-donne-a-roma.aspx<p><strong>Dal 3 al 31 ottobre, </strong>ogni<strong> martedì dalle 18:30 alle 20:00</strong>, <strong>Banca d’Italia, Global Thinking Foundation</strong> in collaborazione con <strong>ASSIOM FOREX</strong>, <strong>CONSOB</strong>, <strong>IVASS</strong> e <strong>giornaliste finanziarie</strong> organizzano cinque incontri sull’<strong>educazione finanziaria</strong>, presso la <strong>Casa Internazionale delle Donne</strong>, in Via della Lungara 19, a Roma.</p> <p>Il primo appuntamento rientrerà nell’ambito delle iniziative della <strong>World Investor Week</strong> indetta dalla <strong>IOSCO</strong> e da <strong>Consob in Italia</strong>, rivolte a Investitori e Famiglie. Il corso si ripeterà a gennaio.</p> <p>Programma in allegato.</p>ADBIhttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/10/impara-risparmia-guadagna-educazione-finanziaria-per-le-donne-a-roma.aspx2017-10-02T00:00:00Sette donne-mamme imprenditrici di se stesse http://www.adbi-online.it//newseventi/2017/10/sette-donne-mamme-imprenditrici-di-se-stesse.aspx<p><strong>Family</strong> <strong>Welcome</strong> è il nome della società di <strong>sette donne-mamme</strong> che, dopo aver perso il lavoro per motivi affini e stanche di essere considerate un peso per le aziende perché donne con figli, hanno messo su <strong>un’impresa digitale, tutta incentrata sulla famigli</strong>a.</p> <p>L’idea parte da <strong>Priscilla Galloni</strong>, romana ritrovatasi senza lavoro dopo la nascita del primo figlio. A <strong>39 anni</strong>, dopo una <strong>carriera in una multinazionale</strong> ed una promozione ottenuta durante la gravidanza, la sua <strong>posizione viene soppressa in seguito</strong> alla richiesta di aspettativa lunga, avanzata a causa dei problemi di salute del bambino.</p> <p>Priscilla decide di reagire. Ispirata da un’iniziativa spagnola, <strong>fonda il blog che poi darà vita all’agenzia,</strong> dove inizia a dare consigli su ristoranti, locali, vacanze e servizi <strong>“family friendly”.</strong> Chiama a collaborare <strong>Teresa Saragò, avvocata 44enne</strong>, a casa per motivi simili, ed <strong>Ester Galani</strong> che cerca di avere un figlio facendo attenzione all’equilibrio vita-lavoro, ma l’azienda per cui lavora non perdona: <strong>oggi si occupa della comunicazione dell’agenzia digitale</strong>, assieme ad <strong>Ilaria Mercanti</strong>, anche lei licenziata quando ancora era incinta.</p> <p>Al team si uniscono <strong>tutte donne con storie simili, Ilaria Martino e Daria Oliva</strong>, e infine Alessandra Greco, licenziatasi dopo aver avuto un aborto spontaneo, mentre lavorava in un Istituto scientifico dove stava a contatto con solventi chimici.</p> <p>Il <strong>passaggio dal blog all’azienda</strong> è un attimo: grazie alla pubblicità e all’organizzazione di eventi, <strong>queste sette donne creano un network intorno all’impresa di essere genitore</strong>, esperienza meravigliosa ma anche difficile per la <strong>gestione carriera/famiglia.</strong></p> <p><strong>Family Welcome è un esempio positivo</strong> della capacità delle donne di diventare <strong>imprenditrici di sé stesse, facendo rete</strong>. Nell’azienda non si fa solo marketing: si condividono esperienze, cure parentali, informazioni sulle attività ricreative, consigli sulla salute e su “<strong>tutto ciò che semplifica e rende più divertente la vita con i bambini</strong>“, come recita uno slogan del blog.</p> <p>Per saperne di più <strong><a href="http://www.familywelcome.org">www.familywelcome.org</a>. </strong></p> <p> </p> <p><em>Fonte:</em> <em>Il Corriere della Sera</em></p>ADBIhttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/10/sette-donne-mamme-imprenditrici-di-se-stesse.aspx2017-10-01T00:00:00ADBI, una proposta per incoraggiare il linguaggio di genere in Bancahttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/09/una-proposta-per-incoraggiare-il-linguaggio-di-genere-in-banca.aspx<p><strong>ADBI ha presentato una proposta</strong> ai vertici della Banca di Italia per sensibilizzare l’amministrazione nell’utilizzo di un<strong> linguaggio di genere grammaticalmente corretto</strong>, sia nella comunicazione interna che nella comunicazione esterna della struttura.</p> <p>L’iniziativa parte dall’esempio dato in diversi contesti della Pubblica Amministrazione, quali il Ministero degli Esteri e più di recente la Camera dei Deputati, facendo propria la consapevolezza rilevata già da tempo che il<strong> linguaggio sia uno dei veicoli privilegiati per l’affermazione e la reiterazione di determinati valori e codici culturali</strong> (v. <a href="http://www.adbi-online.it/newseventi/2017/03/il-linguaggio-non-e-neutro-e-fa-la-differenza.aspx">Il linguaggio non è neutro e fa la differenza</a>), e si allinea col proposito dell’ADBI di “costruire ambienti di lavoro aperti e inclusivi, che favoriscano la piena valorizzazione delle specificità individuali” in tutti i settori di impiego.</p> <p>Nel presentare la proposta, ADBI ha sottolineato come la possibilità di includere anche il linguaggio tra i parametri per un miglioramento della cultura aziendale, del benessere organizzativo e favorire un ambiente di lavoro sereno, motivante e coeso, rivesta un <strong>carattere rilevante nel contesto della Banca,</strong> soprattutto alla luce delle recenti iniziative volte a favorire una <strong>maggiore sensibilità verso le problematiche di genere.</strong></p> <p><strong>Un corretto impiego del linguaggio</strong>, secondo ADBI, parte della <strong>declinazione di genere nelle qualifiche professionali dei percorsi di carriera</strong> (ad esempio, l’utilizzo del temine  espert<span style="text-decoration: underline;">a</span> anziché solo expert, consiglier<span style="text-decoration: underline;">a</span> anziché solo consigliere, direttrice anziché solo direttore, avvocat<span style="text-decoration: underline;">a</span> anziché solo avvocato) e degli<strong> appropriati articoli determinativi per riferirsi alle posizioni organizzative rivestite dalle donne</strong> (<span style="text-decoration: underline;">la</span> Capo Dipartimento/ Servizio, <span style="text-decoration: underline;">la</span> Vice Capo Dipartimento/ Servizio, <span style="text-decoration: underline;">la</span> Responsabile/Titolare della Divisione, la Sostitut<span style="text-decoration: underline;">a</span> della/del Responsabile/Titolare della Divisione).</p> <p>ADBI si auspica che la proposta venga accolta con il favore della Dirigenza, adottando fin da subito le opportune indicazioni in materia.</p>ADBIhttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/09/una-proposta-per-incoraggiare-il-linguaggio-di-genere-in-banca.aspx2017-09-27T00:00:00Silvia Tassarotti presenta in Banca d'Italia "I talenti delle donne"http://www.adbi-online.it//newseventi/2017/09/talenti-delle-donne-tassarotti.aspx<p><strong>Silvia Tassarotti ha parlato del suo libro “I talenti delle donne” mercoledì 27 settembre 2017, centro congressi di via Nazionale 190, dalle 13:00 alle 14:00.</strong></p> <p>Francesca lavora in una società di consulenza; assunta come neolaureata, dopo sei anni diventa partner e la prima donna nel CdA; si avvale del sostegno di una mentor e dei consigli di una coach, servizi offerti dal suo datore di lavoro.</p> <p>Questo è l'argomento del libro di Silvia Tassarotti; per quanto apparentemente lontano dalla nostra esperienza in Banca d'Italia, <strong>ADBI ha invitato l’autrice a presentarlo alle nostre iscritte</strong> e a tutti i dipendenti. Il percorso narrato nel libro ci interessa, per molte ragioni.</p> <p><strong>A ogni tappa</strong> della sua carriera<strong> Francesca affronta – e supera – un problema,</strong> scelto tra quelli più frequenti e maggiormente rappresentativi del rapporto delle donne italiane con il mondo del lavoro. In questo modo l’autrice, che si è formata e lavora come coach, introduce i principali contributi della letteratura su ogni argomento. Alla fine di ogni capitolo, <strong>riassume le parole chiave e propone alcune riflessioni (“gli esercizi di Francesca”)</strong>. In questo modo, il libro è in parte racconto, in parte saggio, in parte manuale di auto-aiuto.</p> <p>Emergono alcuni fili conduttori, che hanno una forte risonanza al di là della vicenda di Francesca. Primo fra tutti, <strong>l’importanza dei valori</strong>.</p> <p>Come donna in un ambiente maschile, come giovane, come madre <strong>Francesca affronta scelte che comportano rinunce e richiedono di stabilire priorità</strong>. Solo diventando consapevole dei propri valori riesce ad accettare (e non subire) l’impegno necessario per progredire nella carriera, prima, e a diventare un modello per le colleghe, poi. Questa consapevolezza resta il punto di forza di Francesca. Nello sviluppo della storia, le consente anche di affrontare la diffidenza degli uomini e l’inimicizia delle donne, di compensare il suo egocentrismo come capa, di aprirsi a stili di lavoro diversi dai suoi e, infine, di <strong>proporsi come guida e modello per le lavoratrici neo-assunte</strong>.</p> <p><strong>I valori sono il punto di riferimento:</strong> “La vita è un viaggio che porta continui cambiamenti per i quali è fondamentale avere una bussola che indica la direzione da seguire.” Vanno poi messi in pratica, definito un piano d’azione, creata una lista per passare alla fase di realizzazione.</p> <p><strong>La lista di Francesca</strong> include:</p> <ul> <li>cambiamenti comportamentali</li> <li>aspetti caratteriali</li> <li>educazione e formazione</li> <li>metodi di lavoro</li> <li>creazione di relazioni</li> </ul> <p>E conclude: <strong>“Corriamo tanto nella nostra vita ma spesso senza fermarci a pensare dove andiamo e cosa resterà dei nostri sforzi.”</strong></p>ADBIhttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/09/talenti-delle-donne-tassarotti.aspx2017-09-27T00:00:00Visita a Palazzo Koch: un'occasione di networking e collaborazione per ADBIhttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/09/adbi-promuove-la-visita-a-palazzo-koch.aspx<p>Il <strong>22 settembre ADBI</strong> ha organizzato, con la <strong>collaborazione</strong> del <strong>Servizio AGE e dell’ottima Collega-guida Alessandra Gotti</strong>, una <strong>visita guidata a Palazzo Koch,</strong> aperta anche ad <strong>ospiti esterne</strong>, appartenenti ad associazioni di donne presenti su Roma.</p> <p>All’appuntamento a Via Nazionale 91 alle 15 <strong>sono venute molte colleghe ed esponenti di ADGI</strong> – <strong>Donne Giuriste Italia</strong> (Maddalena Del Re, Clara Veneto, Irma Conti e Giovanna Gallo), <strong>NOID di Telecom Italia</strong> (Maria Colomba Evangelista, Cristina Carollo e Daniela Candelora)e Omnitech (Stefania Santucci). Per un’ora circa abbiamo mostrato alle nostre ospiti gli ambienti di rappresentanza di Palazzo Koch. Si è poi unita alla visita anche la <strong>VDG della Banca d'Italia Valeria Sannucci</strong>. <br /><br />Anche condividere la grande bellezza della nostra Sede istituzionale è un modo per<strong> intessere proficue relazioni con altre donne</strong> che si impegnano per il benessere lavorativo in altre realtà aziendali.</p> <p> </p> <p> </p> <p> <a href="/gallery/visita-palazzo-koch-22-settembre-2017.aspx" title="Visita Palazzo Koch 22 settembre 2017">Gallery</a> </p> <p> </p>ADBIhttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/09/adbi-promuove-la-visita-a-palazzo-koch.aspx2017-09-22T00:00:00Consiglio Direttivo del 21 settembre 2017http://www.adbi-online.it//area-riservata/verbali-cd/2017/09/consiglio-direttivo-del-21-settembre-2017.aspx<p align="center">CONSIGLIO DIRETTIVO del 21 settembre 2017</p> <p>PARTECIPANTI: Giglio, Giuliani, Mattiuzzi, Passaniti, Rampazzi</p> <p align="center"><strong>Ordine del giorno</strong></p> <ol> <li>Visita guidata del 22, incontro Tassarotti del 27</li> <li>Stato altre iniziative per il decennale</li> <li>Questionario per le socie</li> <li>Iniziative per il marketing (preparazione mail di invito ad associarsi alle donne BI senior manager; locandine per promuovere ADBI da distribuire nelle bacheche di nidi, Casc, centro sportivo))</li> <li>Contatti con RIU</li> <li>Recupero quote</li> <li>Mentoring</li> <li>AOB</li> </ol>ADBIhttp://www.adbi-online.it//area-riservata/verbali-cd/2017/09/consiglio-direttivo-del-21-settembre-2017.aspx2017-09-22T00:00:00«Ho tinto i capelli di scuro per essere presa sul serio al lavoro»http://www.adbi-online.it//newseventi/2017/09/ho-tinto-i-capelli-di-scuro-per-essere-presa-sul-serio-al-lavoro.aspx<p><strong>Eileen Carey</strong><em> (foto) </em><strong>è amministratrice delegata</strong> di un’azienda della Silicon Valley. <strong>Ed è una delle «100 donne influenti e capaci di ispirare» scelte dalla Bbc</strong> lo scorso anno: a tutte, l’emittente britannica sta chiedendo un <strong>contributo al dibattito su soffitto di vetro, sessismo, molestie.</strong></p> <p><strong><a href="http://www.bbc.com/news/magazine-41082939" title="link to: 100 Women: ‘I dye my hair brown to be taken more seriously at work’">Ecco come rivela il suo «segreto» per avere successo</a>:</strong> «Ero bionda, portavo le lenti a contatto e i tacchi a spillo. Ora mi sono tinta i capelli di scuro, ho messo gli occhiali. Ecco come mi sono fatta strada e sono risultata più credibile», racconta.</p> <p>«La prima volta che mi sono tinta i capelli, <strong>ho seguito le indicazioni di una donna che aveva avuto successo negli affari»</strong>. Le era stato detto che gli investitori si sarebbero trovati meglio con una bruna che con una bionda. «Da bruna sembravo un po’ più vecchia e questo mi aiutava a essere presa sul serio», continua, aggiungendo che anche <strong>quello che poteva essere considerato un look sexy è cambiato a favore di «un look maschile con l’obiettivo di stare lontano da qualsiasi possibile avance sessuale»</strong>.<br />Insomma: <strong>ci si mettono i capelli a confermare gli stereotipi.</strong></p> <p>«Il castano sembra più familiare e meno aggressivo». Un’impressione confermata dalle persone incontrate nei colloqui di lavoro per <strong>la sua startup, Glassbreakers, che realizza software.</strong> «C’erano donne che avevano fatto la stessa cosa e abbiamo parlato di questo <strong>pregiudizio sulle bionde che sono più abbordate al bar ma meno credibili.</strong> <br /><strong>Voglio essere vista come una donna d’affari, non un oggetto sessuale,</strong> anche se il problema delle molestie esiste». <br /><br />Soprattutto, aggiunge ancora, se ai party ci sono «cameriere vestite come fatine. Mia madre aveva i capelli corti, non si truccava, non ha mai messo i tacchi e mai indossato vestiti eleganti», conclude <strong>Eileen</strong>, che <strong>vuole solo essere a suo agio al lavoro, senza cedere a stereotipi.</strong> <br /><br /><strong>Un consiglio per chi cerca lavoro?</strong> «Guardate ai numeri, guardate alla leadership, <strong>parlate con le donne che ci lavorano.</strong> Se un’azienda non vi sembra un posto dove potete ottenere il massimo dal vostro potenziale, non andate a lavorarci»</p>ADBIhttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/09/ho-tinto-i-capelli-di-scuro-per-essere-presa-sul-serio-al-lavoro.aspx2017-09-13T00:00:00ASL - un passo per far conoscere la realtà del lavoro in Banca d’Italia alle ragazze italianehttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/09/asl-far-conoscere-lavoro-in-banca-d-italia-alle-ragazze-italiane.aspx<p><strong>La partecipazione della Banca d’Italia all’alternanza scuola lavoro (ASL)</strong> e le prime esperienze realizzate sia a livello nazionale sia locale, come testimoniato anche dal<strong> successo della sua “prima romana”</strong> con la presenza anche della<strong> Vice Direttrice Generale Valeria Sannucci</strong> e dai positivi riscontri registrati a livello di rete territoriale, <strong>sono una novità che va incoraggiata e sostenuta</strong>. </p> <p>Oltre ad essere in generale un <strong>valido mezzo per avvicinare ulteriormente la Banca al Paese</strong>, <strong>l’ASL può anche contribuire</strong> in modo rilevante a far <strong>aumentare la conoscenza della Banca</strong> <strong>e dei diversi sbocchi lavorativi</strong> <strong>che essa offre in una fase strategica della crescita delle ragazze e della loro vita scolastica</strong> quando cominciano ad affrontare le prime domande sul cosa studiare in vista del cosa fare.</p> <p><strong>Conoscere cosa fa la Banca e cosa si può fare al suo interno è importante, specie per le donne</strong> che nel <a href="http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/web/ministero/focus090316">2016</a> erano il 55,2% delle neo-matricole ed il <a href="http://www.infodata.ilsole24ore.com/2016/07/22/ingegneria-e-informatica-non-sono-facolta-per-femmine/">60,7% di coloro che hanno terminato gli studi di economia, scienze politiche e giurisprudenza</a> che sono tra i principali ambiti di studio da cui proviene larga parte dei dipendenti della Banca. </p> <p>Chissà che anche un’esperienza di ASL in Banca d’Italia, che confermi che essa può offrire opportunità importanti alle donne, non contribuisca poi, nel tempo, ad aumentare il numero di quante si candidano ad entrarvi e, in prospettiva, anche il peso al suo interno.  </p>ADBIhttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/09/asl-far-conoscere-lavoro-in-banca-d-italia-alle-ragazze-italiane.aspx2017-09-12T00:00:00Why Do Women Bully Each Other at Work?http://www.adbi-online.it//newseventi/2017/09/why-do-women-bully-each-other-at-work.aspx<p>Quante volte abbiamo sentito dire non solo che <strong>le donne non sanno lavorare insieme ma che sono anche pessimi capi di altre donne</strong> e che le donne preferiscono lavorare per un capo uomo anziché per un capo donna?</p> <p><strong>Un recente articolo di <a href="https://www.theatlantic.com/magazine/archive/2017/09/the-queen-bee-in-the-corner-office/534213/" title="link to: Why do women bully each other at work? - Olga Khazan">The Atlantic</a> </strong>– pur con la doverosa premessa che non tutte le donne capo sono così - richiama la consistente aneddotica sulle cd “bitches” (ci siamo capite..), distinguendone le diverse tipologie (l’aggressive bitch, la passive-aggressive bitch), e sulle cd api regine ed <strong>investiga sulle possibili cause</strong>, identificandole principalmente negli<strong> effetti delle difficili condizioni che le donne che si sono fatte strada nel lavoro hanno sperimentato su di esse.</strong></p> <p>Alcune <strong>ricerche sperimentali</strong> avrebbero infatti messo in evidenza che<strong> in contesti caratterizzati dalla predominanza maschile e competitivi</strong>, quali gli studi legali e la finanza, l’università, la polizia, <strong>le donne tendono a convincersi</strong> <strong>che solo comportandosi in un certo modo, principalmente non puntando sull’identificazione di genere, ce la faranno ad avanzare</strong>. <br /><br />Quando ci sono poche opportunità per le donne esse cominciano a <strong>credere che il loro genere sia un ostacolo</strong>, non si uniscono ed anzi <strong>talvolta si ostacolano a vicenda</strong> <strong>(tokenism)</strong>; <strong>le donne “token” diventano api regine e sono riluttanti a sostenere le altre donne (“favoritism threat”)</strong> e <strong>se ne distanziano anche per il timore di perdere il proprio status (“competitive threat”)</strong>. <br /><br />Spesso<strong> le donne sono più inclini a criticare nelle altre donne le caratteristiche “maschili”</strong>, come <strong>la sicurezza e la autostima</strong> che sono generalmente ritenute premianti nello sviluppo di una carriera manageriale <strong>(black-sheep effect)</strong>. Per gli psicologi condotte di questo genere sembrano essere determinate dalla convinzione che in certi contesti lo spazio è così ridotto che chi è riuscita ad entrarci non pensa che ci sia spazio per altre.</p> <p>La nota positiva dell’articolo è che <strong>questi comportamenti sono meno frequenti dove ci sono politiche di conciliazione vita lavoro</strong> - di cui si avvalgono anche le stesse manager - <strong>o di empowerment femminile</strong>, perché <strong>accrescono la sicurezza delle donne sulla possibilità di vedere riconosciuto comunque il loro merito</strong> ed incentivano comportamenti non più individuali, controproducenti o inefficaci per le altre donne, ma collettivi, ovviamente positivi per tutte.</p> <p> </p> <p><strong>Fonte</strong>: <a href="https://www.theatlantic.com/magazine/archive/2017/09/the-queen-bee-in-the-corner-office/534213/" title="link to: Why do women bully each other at work? - Olga Khazan">The Atlantic </a></p>ADBIhttp://www.adbi-online.it//newseventi/2017/09/why-do-women-bully-each-other-at-work.aspx2017-09-11T00:00:00