"Why women matter" - Convegno sulla promozione dell'equilibrio di genere

martedì 08/11/2016

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"Why women matter" - Convegno sulla promozione dell'equilibrio di genere

Convegno presso il Ministero degli Affari Esteri – Roma 21 ottobre 2016

 

Why women matter

 Promoting gender balance in public life and economic strategies

 

Venerdì 21 ottobre 2016 si è tenuto presso il Ministero degli Affari Esteri (MAE)  il convegno “Why women matter - Promoting gender balance in public life and economic strategiesorganizzato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, WE -Women Empower the World, OCSE e Aspen Initiative for Europe.

Al Convegno, introdotto dal Segretario Generale del MAE, Elisabetta Belloni, sono intervenuti numerosi rappresentanti del mondo imprenditoriale, accademico e istituzionale, tra cui Gabriela Ramos, OECD Chief of Staff and Sherpa to the G20; Enrico Giovannini, Professore di statistica economica presso l’Università di Tor Vergata; Linda Lanzillotta, Vice presidente del Senato e membro di Women in Parliaments Global Forum; Emma Bonino, Presidente di “Women Empower the World”; Maria Patrizia Grieco, presidente dell’Enel; Suzanne Wasun-Reiner, Ambasciatrice della Germania in Italia; Catherine Colonna, Ambasciatrice della Francia in Italia; Paola Severino, presidente della LUISS; Veronica de Romanis, docente alla Stanford University; Monica Maggioni, presidente RAI; Kristalina Georgieva, Vice Presidente della Commissione Europea. Infine in chiusura Paolo Gentiloni, Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Al centro del dibattito è stato il contributo che la leadership delle donne può dare in politica e in economia, nella vita pubblica istituzionale nazionale e internazionale. Attraverso la prospettiva femminile si è voluto mettere in evidenza come la questione di genere possa e debba avere un impatto fondamentale per un futuro di maggiore crescita, competitività e sviluppo sostenibile. 

Emma Bonino nel corso del convegno è intervenuta più volte per evidenziare il ruolo della dimensione di genere nelle sfide globali e per rilanciare il contributo che la leadership femminile può offrire su temi strategici, soprattutto in vista dell’importante appuntamento del G7 a guida italiana nel 2017, che molto probabilmente sarà il primo G7 a maggioranza femminile.

Di sicuro interesse è stata la reportistica presentata dal rappresentante OCSE Gabriela Ramos con riferimento ai diversi contesti in cui è stata analizzata la presenza femminile: impiego, imprenditorialità, sviluppo, salute, istruzione.

Come dato eccezionale è emerso che in Italia - grazie alle quote rosa nei consigli di amministrazione delle società pubbliche - il 28% è rappresentato da donne (partendo dal 5% di tre anni prima). Purtroppo se si va a guardare la presenza delle donne nei Comitati, sedi dove si prendono le decisioni rilevanti, solo l’8% è rappresentato da donne, confinate per lo più nei settori del welfare, flessibilità dell’orario di lavoro, istruzione.

Stesse tendenze sono state rilevate nei settori dell’Università e della magistratura. Ad esempio, sono in numero maggiore le ricercatrici ma sono sicuramente meno degli uomini nel ruolo di professori associati e di rettori.

Employement_femminile 

 Veronica de Romanis ha descritto gli effetti positivi derivanti dall’introduzione di alcune specifiche misure. Oltre all’introduzione delle quote rosa già discusse, benefici sono emersi in Germania dai mini jobs che ha visto per il 70% l’occupazione femminile, un’agevolazione fiscale per l’occupazione femminile a supporto dei servizi cui devono accedere le donne che lavorano, un lower college tuition per gli stem students(science, technology, engineereing, mathematics) in previsione di maggiori possibilità di impiego previste per tali competenze. E’ ovvio che alcune distorsioni devono essere considerate temporanee e devono accompagnare una visione di lungo termine. In tal senso non sono irrilevanti gli interventi di comunicazione per l’empowerment  femminile a cominciare dalla scuola, dalla famiglia e dalla società civile. Così come sono importanti i programmi di valorizzazione del gender talent specie nei settori scientifici (vedi sopra competenze STEM). Big Data, intelligenza artificiale e robotica rappresentano i settori di maggiore domanda a scapito di alcune professioni quali, ad es, la medicina, la giurisprudenza, la fiscalità che vedranno nei prossimi anni una forte riduzione nelle opportunità di impiego perché gran parte del lavoro oggi svolto dagli specialisti verrà digitalizzato.

Premessa e sintesi del convegno sono le considerazioni di Ban Ki Moon, ex segretario generale dell’ONU:“ The empowerment of the world’s women is a global imperative. Yet despite important progress in promoting gender equality, there remains un urgent need to address structural barriers to women’s economic empowerment and full inclusion in economic activity”.

Emma Bonino ha concluso, in accordo con la maggior parte dei relatori, che non esiste una soluzione unica che porti all’uguaglianza dei generi e che sono necessari più interventi mirati e sinergici per raggiugere i singoli obiettivi. Si tratta di un processo che deve mettere insieme, tradizione, cultura e potere  per dare segnali forti e per portare avanti le diverse iniziative. Emma Bonino ha inoltre  sottolineato che l’analisi quantitativa presentata dal rappresentante OECD non comprende ancora i paesi fuori OECD dove ancora prima ancora della libertà politica ed economica  bisogna ancora raggiungere la libertà dalla povertà.

Il G20 si prefigge di raggiungere il 50% di presenza femminile sia nel settore pubblico sia in quello privato  entro il 2025. L’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile prevede come specifico goal (n. 5)   il gender equality prevedendo specifici piani d’azione. A questo riguardo  le diverse organizzazioni che hanno partecipato al dibattito hanno esposto le politiche aziendali sin qui avviate. La Coca Cola, ad esempio, ha comunicato che già oggi le politiche di assunzione prevedono uno stesso numero di presenze maschile e femminile. Tuttavia il traguardo di una pari rappresentanza femminile viene meno nelle posizioni dirigenziali e apicali. Per superare questa disparità si stanno attuando politiche nuove di selezione e di formazione del personale femminile per assicurarsi che le donne assunte in azienda siano determinate a crescere professionalmente e che abbiano l’ambizione a raggiungere posizioni apicali. 

Il Ministro Gentiloni ha infine riassunto in chiusura le tre direttrici lungo cui agire per perseguire l’uguaglianza di genere: denuncia dello status quo, campagna di sensibilizzazione, progetti concreti da attuare.

 

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