Rete per la Parità - Evento 8 novembre 2023 - Riforma del cognome


Con la sentenza dell’otto novembre 2016 la Corte costituzionale, nel rispetto dei principi fondamentali costituzionali della parità tra uomini e donne e della tutela dell’identità, è stata eliminata l’automatica attribuzione del solo cognome paterno se i genitori chiedono di aggiungere anche il cognome della madre. Nel 2022 è intervenuta la seconda sentenza con la quale  la Corte ha stabilito che il cognome del figlio “deve comporsi con i cognomi dei genitori”, nell’ordine dagli stessi deciso, fatta salva la possibilità che, di comune accordo, i genitori attribuiscano soltanto il cognome di uno dei due.

 

La questione del doppio cognome è una lunga vicenda italiana, iniziata il 1° gennaio 1948 con l’entrata in vigore della Costituzione, e non ancora conclusa, nonostante varie ordinanze e due sentenze della Corte costituzionale. La riforma organica del cognome è una storia emblematica di ritardi, di indifferenza, di frequenti richiami a cose più importanti e urgenti, che caratterizzano in Italia il lungo e difficile cammino verso la piena parità formale e sostanziale uomo-donna e la completa attuazione della Costituzione.

 

L’automatica attribuzione del solo cognome paterno “si traduce nell’invisibilità della madre” ed è il segno di una diseguaglianza fra i genitori, che “si riverbera e si imprime sull’identità del figlio”. La vicenda dunque esprime in modo chiaro il prevalere di una narrazione che trascura le donne nella storia, nella toponomastica, nei mass media e nell’anagrafe.